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VERANI
à Clermont

1842

Manufacture de pianos à Clermont.

"Nous annonçons avec empressement que Clermont vient de s'enrichir d'un nouveau genre d'industrie, à l'importation duquel ne manqueront pas d'applaudir tous les amis des arts et du progrès. Décidément Paris se décentralise, et Dieu en soit loué !

Au moins nos écus resteront chez nous, et l'industrie, le commerce local n'auront plus tant à redouter celle formidable rivalité qui triomphait de tout et surmontait tous les obslacles, élôignement, incommodités et inconvéniens de toutes sortes, dépense plus grande, etc.

Hàtons-nous donc de dire qu'un de nos luthiers ci marchands de musique, M.Vérani, a établi depuis quelque temps à Clermont une manufacture de pianos qui s'annonce de la plus heureuse manière.

Nous avons visité ses ateliers, et, autant que notre peu de compétence nous permet d'en juger, il y a un avenir brillant pour M. Vérani, et satisfaisant pour le public dans cet essai industriel.

Nous avons vu chez M. Vérani des pianos droits qui, pour la solidité et la grâce de la construction tant interne qu'externe, pour la qualité et la justesse du son, la souplesse des touches, etc., nous ont paru le isputer à ce que l'on reçoit de mieux confectionné des ateliers de la capitale.

Au reste, nous citerons, à l'appui de notre témoignage, une autorité qui aura sans doute plus de poids, et qui sera aussi utile qu'elle est honorable pour M. Vérani.

Dans une lettre que lui écrit M. Georges Onslow, l'illustre compositeur lui donne les plus flatteurs encouragemens, et ces encouragemens ont d'autant plus de prix, qu'ils sont accompagnés d'un coup, d'œil de maître jeté sur l'établissement de M. Vérani et sur les produits qui en sortent.

On en jugera par te texte même de cette lettre, que M. Vérani a bien voulu nous confier, et que nous nous faisons un plaisir de reproduire comme le meilleur encouragement d'une industrie naissante.

«Je me suis empressé, Monsieur, de me rendre au désir que vous avez bien voulu m'expritner, que les pianos que viennent d'être établis dans vos ateliers fussent examinés et essayés par moi.

Je puis vous assurer avec la plus grandes incérité que ma satisfaction a égalé ma surprise, et si vous ne me certifiiez que vous êtes l'auteur de l'instrument soumis à mon investigation, je ne pourrais pas croire qu'il ait élé construit en province.

Volume, qualité de son, égalité du clavier, facilité du toucher, ne laissent rien à désirer, et je puis dire, avec vérité, qu'il est rare de trouver dans des instrumens sortant des ateliers de Paris, des dessus aussi brillans, aussi perlés.

Je dois ajouter à mes éloges, Monsieur, ceux que réclament la solidité de vos inslrumens. M. votre chef d'atelier m'en a montré les différentes pièces en délai!, et tout me fait croire à la grande durée que vous saurez donner aux produits de votre fabrication.

Il m'est doux, Monsieur, de n'avoir qu'un compte aussi favorable à vous rendre de mon examen, et je vous prie, en le recevant, d'y joindre mes vœux bien sincères pour votre plein succès.

J'ai l'honneur d'être, etc.
George Onslow. Clermont, le 16 août 1842. »
Journal de l'Aveyron, 24/09/1842, p. 4 (gallica.bnf.fr)

1845

PIANO-ARPA

"Piano-Arpa del signor Verani - (Dalla Gazzetta Piemontese) - Gli è un nuovo trovato di un nostro compaesano perocché il signor Verani, sebbene dimorante in Francia, è nato in Nizza Marittima: ed è un lavoro, che, accolto con plauso in Parigi, e con favore da grandi personaggi e da ottimi artisti.

Dell'esposizione del 1844 merita per ogni riguardo di venir divulgato ed apprezzalo in Italia ove nacque e regna tuttora la musica.

Ognun sa che dopo i lunghi studi fatti in Germania, in Inghilterra ed in Francia per ridurre a perfezione i cembali, o pianoforti, d'ogni forza e d'ogni misura, pareva difficile, non che impossibile, portare nella fabbricazione di questi strumenti alcuna innovazione tanto importante e singolare da mettere l'autore accanto ai più celebri che già tengono lo sceltro Dell'arte.

Il signor Verani non si lasciò sgomentare dalle difficoltà, e fruito delle sue fatiche si è il piano-arpa che ci è grato annunziare.

In esso è combinata la bontà con la bellezza, la forza e l'estensione dei suoni con la sveltezza e la leggiadria della forma.

Non è più un cembalo, o piano-forte, a coda che ingombri colla sua mole sgraziala una sala; ma un mobile gentile, e adattalo a qualunque siasi gabinetto elegante :

non è più un cembalo o piano-forte verticale, che, quanto acquista dal lato della comodità, altrettanto perde da quello della robustezza e dell'efficacia de'suoni, specialmente nelle corde basse non prolungate a proporzione delle altre; ma uno strumento ben disposto e perfetto in tutte le sue parti, in cui la necessaria dimensione delle suddette corde è mantenuta dalla forma d'arpa che gli diede l'artefice; è finalmente un piano-forte che ai vantaggi, ossia comodi, dei verticali, unisce la potenza di suoni, l'eguaglianza e la soavità degli orizzontali.

Il Verani, dicono i giornali francesi, si è acquistato con siffatta innovazione il suffragio di tutti gli intelligenti che sono infiniti, e di tutti i professori di musica, e si è assicuralo la fama, come si esprimono essi, che è dote di una grande specialità. Uno dei più rinomati compositori, il signor Giorgio Onslow, che ebbe l'occasione di visitare l'officina, e di esaminare gli strumenti dui nostro Verani, cosi si esprime in una sua lettera a lui diretta non ha guari, e che noi traduciamo letteralmente;

Mi sono affrettato, signore, di arrendermi al desiderio da voi manifestatomi ch'io esaminassi e provassi i pianoforti della vostra officina.

Posso accertarvi colla maggiore sincerità, che la soddisfazione fu eguale in me alla sorpresa; e se affermaste essere voi l'autore dello strumento presentato al mio esame, io non potrei credere che sia stato costrutto in provincia.

Volume, qualità di suono, eguaglianza di tastiera, facilità di rispondere, nulla vi si lasci a desiderare, e posso dire per mia fede, che negli stromenti fabbricati in Parigi son rari a trovarsi acuti si brillanti e sì nitidi.

Debbo aggiungere ai miei elogi, o signore, quelli che si aspettano alla solidità de'vostri stromenti. Il vostro capo di officina mi fece vedere ad una ad una le diverse parli che gli compongono, e tulio mi persuade della lunga durata che sapete dare ai prodotti della fabbrica vostra.

A questa lettera noi crediamo di non dovere aggiungere parola. D'altra parte per certi lavori, come questo del Verani, le onorevoli testimonianze non bastano se non vengono in lor sussidio le prove.

I professori e i dilettanti di musica potranno assicurarsi del valore di questo piano-arpa, perocché ne sono depositati parecchi presso l'egregio nostro concittadino, professore Marini, il quale gentilmente si è dei medesimi incaricalo.

L'artefice pertanto nutre fiducia che quando i suoi lavori saranno conosciuti, abbia la loro bellezza, non che la loro bontà, ad essere comunemente apprezzata, e che non solo abbiano essi a servire utilmente ai maestri e agli allievi della bell'arte, ma eziandio a figurare nelle sale e nei gabinetti delle donne gentili come istrumenti d'istruzione e di passatempo, e come nobili e leggiadri ornamenti.

Ad esse specialmente ci volle col mezzo nostro vivamente raccomandarli. Felice Romani." Il Pirata. Giornale di letteratura, belle artl, mestieri, mode ..., Volume 11, Francesco Regli, 1845, p. 204  & Gazzetta piemontese, 11/12/1845, p. 1179

Piano-Arpa del sig. Verani.

"Il sig. Verani inventò un nuovo pianoforte, a cui da il titolo di Piano-arpa. lu esso è combinata la, bontà con la bellezza, la forza e l’estensione dei suoni con la svelteaza e la leggiadria della forma.

Non è più un cembalo o pianoforte a coda che ingombri colla sua mole sglraziata una sala, ma un mobile gentile è adattato a qualunque siasi gabinetto elegante, non è più un cembalo o pianoforte verticale, che, quanto acquista dal lato della comodità, altrettanto perde da quello della robustezza e della efficacia de’suoni, specialmente nelle corde basse non prolungate a proporzione delle altre; ma uno strumento ben disposto e perfetto in tutte le sue parti, in cui la necessaria dimensione delle suddette corde è mantenuta dalla forma d’arpa che gli diede Partetice: è finalmente un pianoforte che ai vantaggi, ossia comodi dei verticali, unisce la potenza di suoni, Peguaglianza e la soavitii degli orizzontali.

Il Verani, dicono i giornali francesi, si è acquistato con siffatta innovazione il suffragio di tutti glîntelligenti che sono infiniti, e di tutti i professori di musica e si e assicurato la fuma, come si esprimono essi, che è dote di una grande specialità. (G. P.)" Bazar di novita artistiche, letterarie e teatrali, Volume 5, 1845, p. 430-431

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